Reimparare

Con la crisi economica e i timori per la sicurezza dei cibi è boom degli orti fai da te in Italia in UK e USA.

La Coldiretti , per quanto riguarda l’Italia, afferma che alla tradizionale sistemazione del giardino o alla cura dei vasi di fiori in terrazza si sono aggiunte attività ben più creative con milioni di italiani che scelgono di impegnarsi nella cura dei frutti della terra.

Le piantine di insalata sono semplici da coltivare e garantiscono il raccolto dopo appena 40 giorni con un costo di pochi centesimi.

Per quanto riguarda gli inglesi , nel solco del ricordo Dig for Victory della campagna per gli orti di guerra, sono in migliaia in attesa per ottenere l’affitto di un terreno a basso costo (si chiamano “allotments“) dove coltivare la propria verdura.

In ogni caso sembra proprio che tanta gente coltiva in vaso sul terrazzo senza farsi spaventare dalla mancanza di spazio.

A qualcuno potrà sembrare buffo iniziare il proprio orto in terrazzo, e penserà che i vicini lo guardano come fosse un matto, ….ciò è possibile, ma quando nasceranno gli zucchini o i pomodori chiederanno consigli e non vedranno l’ora di iniziare anche loro.

Moltissima gente sta cominciando a pensare di fare autoproduzione.

E la cosa più incredibile è che la motivazione non è il cibo sano o l’hobby naturalistico, ma l’improvviso terrore di catastrofi incombenti. Come se si fossero svegliati tutti insieme, eccoli a fare scorte di fagioli in scatola e a zappare il giardino.

Negli Stati Uniti, dove l’inflazione sta raggiungendo livelli sudamericani (le uova raddoppiate di prezzo in quattro mesi), si fa ancora più sul serio: i forum online sull’urban gardening sono affollati più che mai, e pare che addirittura le galline siano sold out fino al mese di giugno. I commercianti di polli vivi sono basiti.

Però, come diceva la vecchia canzone, “You like tomatoes, I like potatoes“. I principianti pensano ai pomodori, ma le vecchie volpi alle patate, ai fagioli, alle pannocchie. In caso di catastrofe, insomma, è bene cominciare a contare le calorie

Autoproduzione ortofrutticola in terrazzo o giardino è possibile?

Certo che è possibile.Ci vuole almeno 5 ore di sole al giorno.

Esempio zucchine : vasi da 30 cm, e la miscela in cui mettere le piantine è la seguente: 50% di stallatico, 40% di terra (o torba), 10% di perlite. Oh miracolo, le piante crescono tutte contente e producono tante di quelle zucchine che finirete col regalarle. Consiglio è di piantarne a un paio di settimane di distanza in modo da allungare il tempo di raccolta ed evitare… surplus!

Lo stallatico costa un po’, potete provare a trovare, ehm, cacca di cavallo. Non occorre sterilizzarla, come fanno i contadini: noi facciamo orto in vaso e delle eventuali erbacce non ci importa nulla! Non usate però cacca di cavalli “sconosciuti”: non potete sapere se sono curati con bombe farmacologiche che finiranno nei vostri ortaggi.

Innaffiatele bene, e date loro l’acqua la sera. Se il piancito del terrazzo è troppo bollente, rialzate i vasi mettendo qualche legnetto sotto. Non avrete bisogno di dar loro concime per almeno un paio di mesi.

Il sapore delle zucchine coltivate in casa è tutta un’altra cosa. Non solo siete “autonomi”, (che è una soddisfazione immensa), ma mangiate verdura assolutamente naturale.

Credo che, ove si può, si abbia il dovere di ribellarsi: andare in bici è una ribellione, non un’umiliazione. Anche fare il pane in casa è una bella ribellione. Cosa frena? Sciocchezze tipo “Lavoro, non ho tempo”… ci vogliono 20 minuti, basta guardare la TV 20 minuti in meno.

Ecco come si fa. Ricetta per un chilo e mezzo di pane, a 60 cent. al chilo circa, gas compreso:

- Sciogliete bene metà di un blocchetto di lievito di birra in 150 cc di acqua a temperatura ambiente.
- Sciogliete un cucchiaio da té di sale (se vi piace, altrimenti no) in 450 cc. di acqua a temperatura ambiente.
- Stemperate il lievito in circa 250 gr. della farina, amalgamate bene. Aggiungete poi, a turno, altri 750 gr. di farina e l’acqua ( eventualmente salata).
- A questo punto, impastate bene per almeno 15 minuti. Il concetto dell’impastatura del pane è quello di incorporare più aria possibile nell’impasto, quindi allungate la pasta, poi ripiegatela, insomma strapazzatela un po’. Fa anche bene ai pettorali. All’inizio sarà collosino, ma poi diventerà una pasta bella elastica e tosta.
- Formate un pagnottone, e mettetelo sulla piastra da forno. Infilatela poi in un armadietto della cucina, e lasciatela lì per circa tre ore. Miracolo: lieviterà.
- Accendete il forno a 200 gradi, e una volta raggiunta la temperatura, mettete rapidamente dentro la piastra con la pagnotta (non deve prendere colpi d’aria). Cuocete per 10 minuti a 200°, poi abbassate a 180° e fate cuocere per altri 45 minuti se il forno è a gas, o 35 minuti se è elettrico. Più o meno.

Vi assicuro che ci vuole più tempo a dirlo che a farlo. Una volta abituati, si fa prima che a cuocere la pasta al pomodoro. E una bella pagnotta, pagata nulla, senza additivi chimici dentro, mangiata calda, surgelata a fette per i giorni successivi, è una soddisfazione infinita.

Pubblicato in: on 11 Luglio 2008 at 07:07 Lascia un Commento

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