Imparare a costruire senza mettere nuove barriere

Trovo interessante quanto viene proposto sul sito www.unbagnopertutti.org

Un progetto che ha elaborato i criteri necessari per la preparazione di un bagno effettivamente fruibile da chiunque; con poche e semplici accortezze si può rendere un bagno,pubblico o privato che sia, accessibile non solo alle persone diversamente abili, ma anche a persone sane che abbiano un impedimento temporaneo ( mamme con neonati o persone con un arto ingessato per esempio) o a persone “non più giovani”.

Prendo a pretesto questa bella indicazione (idea) per costruire un bagno davvero per tutti non solo per sottolinearne la validità, anche ( e soprattutto )  il fatto che è quanto mai necessario cambiare profondamente il modo di approcciarsi al quotidiano costruire dell’attuale modello di società.

Di fronte ad una società e ad uomini che sempre più costruiscono ( in tutti i campi da quello edificatorio a quello economico sino a quello culturale ) mettendo nuove barriere, è necessario, anche con esempi pratici, a non metterle più, o meglio se continuano a farlo, a delegittimarli.

Costruire senza barriere è facile, difficile è lasciarlo tale.

Pubblicato in:  on 30 Giugno 2009 at 03:19 Lascia un Commento

Nostalgia di Tango e Cuore

Tango è stato un inserto umoristico de l’Unità ideato dal vignettista Sergio Staino, pubblicato dal 1986 al 1988 a cadenza settimanale, per un totale di 127 numeri.

Uno dei primi esperimenti di satira “dall’interno”, in quanto avente come principale soggetto il Partito Comunista Italiano, Tango ha annoverato fra gli altri alcuni tra i maggiori vignettisti dell’epoca e odierni, molti dei quali provenienti dal giornale satirico Il Male, come Altan, Ellekappa e Andrea Pazienza, la cui ultima testimonianza vignettistica prima della morte (una serie di vignette che ritraevano l’allora segretario PCI Achille Occhetto) fu pubblicata proprio in tale inserto. Oltre alle vignette, Tango ha ospitato anche commenti, satirici e non, di autori come David Riondino, Michele Serra, Daniele Luttazzi, Francesco Guccini e Gino e Michele.

Da Tango derivano numerosi periodici di satira odierni, a partire dal conosciuto Cuore, che tra l’altro iniziò le sue pubblicazioni a sua volta come inserto de L’Unità.

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Cuore è stato un periodico satirico italiano.

Nasce l’8 gennaio 1989 come inserto satirico del quotidiano l’Unità, dopo la cessazione delle pubblicazioni di Tango, precedente inserto satirico diretto da Sergio Staino e chiuso tre mesi prima.

I tre fondatori furono Michele Serra, che lo dirigerà fino al giugno 1994 – fino ad allora giornalista de l’Unità specializzato in sport, spettacolo e cultura -, il caporedattore delle pagine culturali Andrea Aloi e lo scrittore-giornalista Piergiorgio Paterlini. Al loro fianco, l’ex caporedattore de l’Unità Sergio Banali.

Tra i tanti collaboratori si ricordano Sergio Staino, Vauro, Vincino, Altan, Ellekappa, Disegni e Caviglia, Gialappa’s Band, Beppe Grillo, Stefano Benni, Domenico Starnone, Gino e Michele, Majid Valcarenghi. Il progetto grafico del nuovo settimanale è di Mauro Luccarini e Fabio Bolognini.

Il 21 gennaio 1991 esce in edicola l’ultimo numero gratuito (n. 104) allegato a l’Unità. Poco dopo, quasi contemporaneamente allo scioglimento del Partito Comunista Italiano, Cuore diventa un settimanale indipendente (4 febbraio 1991) e, a sorpresa, vende 140mila copie a settimana.

Diventano importanti luoghi d’incontro della sinistra le feste della rivista: esse si tengono ogni estate, generalmente a luglio, presso Montecchio (Reggio Emilia). Si arriverà fino all’undicesima edizione, conteggiando anche le prime tre (tra il 1986 e il 1988) come feste di Tango.

Raggiunge il massimo fulgore nel 1992, in contemporanea con l’ascesa delle inchieste giudiziarie di “Mani pulite“. Si sdoppia, inserendo un “inserto politicamente corretto” (Garrone) e tocca le 160.000 copie di vendita alla fine del 1993 con il primo avviso di garanzia spedito a Bettino Craxi. Di questo periodo si ricordano copertine fulminanti (“Scatta l’ora legale, panico tra i socialisti“, “Salvo Lima come John Lennon, ucciso da un fan impazzito”, “Aiuta lo Stato: uccidi un pensionato”) e una serie interminabile di querele, provenienti in gran parte dal mondo cattolico. Nel momento di maggiore successo affiancano Michele Serra in redazione giovani di bottega che faranno carriera: da Lia Celi, oggi apprezzata autrice umoristica, al corsivista del Manifesto Alessandro Robecchi, a Luca Bottura (autore TV e autore di rubriche per il Corriere della Sera). Celebri sono anche le liti con il mensile umoristico toscano Il Vernacoliere. Nel luglio 1992, e 1993 vengono organizzate due edizioni del “Festival di Cuore” a Montecchio, e Imola.

Nel 1994 Michele Serra passa la direzione a Claudio Sabelli Fioretti, allora direttore di Sette, il magazine del Corriere della Sera. Sabelli Fioretti imposta la propria linea editoriale ad imitazione di quella del settimanale francese Le Canard enchaîné, ma l’operazione non pare riscuotere il consenso sperato, e così le vendite incominciano a declinare. Né ha maggiore fortuna nel 1995 la direzione di Andrea Aloi, che accompagna il giornale fino alla chiusura nel novembre 1996, col numero 297.

Nel 1999 riprende come periodico quindicinale diretto da Paolo Aleandri con nuovi autori e con la proprietà del management del gruppo musicale Elio e le storie tese. Anche stavolta, tuttavia, le vendite si rivelano deludenti. Saranno solo 25 numeri nel 1999 e 2 nel 2000 come Cuore cult. Michele Serra, il giorno della chiusura, commenta: “I giornali satirici sono come lo yogurt. Hanno la scadenza sull’etichetta già quando nascono“.[senza fonte] Sempre nel 1999 oltre alla pubblicazione cartacea venne creato un sito con le stesse tematiche, come per la rivista ebbe vita breve.

Successivamente lo stesso insuccesso riguarderà il periodico mensile Cuore presenta Il cacchio uscito nel dicembre 2001 e pubblicato per pochi numeri.

Dalle ceneri di Cuore nascerà nel 1997 Clarence, portale satirico fondato da Roberto Grassilli (grafico e disegnatore di Cuore, nonché musicista nel gruppo Lino e i Mistoterital) e Gianluca Neri, che di Cuore realizzò la versione Internet ed attualmente, tra l’altro, gestisce il sito Macchianera. Clarence, che nel periodo di massimo splendore arrivò ad avere una versione gay (Terence), è ora di proprietà di Dada.net.

Il 16 aprile 2007 è uscito allegato a l’Unità un nuovo giornale satirico che ingloba alcuni degli autori che hanno segnato il successo di Cuore: “M“.

Pubblicato in:  on 29 Giugno 2009 at 13:19 Lascia un Commento

E’ l’ora, è il caso.

“E’ l’ora è il caso”, con questo titolo spot , il giornalista Fiorenzo Bucci, penna veramente sopraffina che personalmente attendo ogni domenica per leggere, lancia dalla cronaca locale della Nazione una campagna di sensibilizzazione contro il degrado delle Mura Medicee.
Nel condividerla la pubblico in questo Blog affinchè anche io possa, nel mio piccolo, dare ad essa un contributo.
Questo l’articolo integrale:
Da “LA NAZIONE” di Domenica 28 Giugno 2009 .( Fiorenzo Bucci)

Grosseto BUONA DOMENICA CHE SI METTA MANO ALLE RAMAZZE

E’ IMPIETOSA la fotografia di «Italia nostra» che ha addirittura consigliato di chiudere le mura medicee, ovvero il principale monumento della città.
Impietosa ma terribilmente vera. Sporcizia, stato di abbandono, scritte indegne disseminate ovunque. E’ impossibile pensare ad una passeggiata serale nel luogo che per una passeggiata sembrerebbe addirittura il più adatto. Un’altra città vive nella zona più caratteristica della città. L’antico strumento di protezione della popolazione è diventato il luogo in cui un’altra popolazione si sente protetta e lontana dal mondo della gente che normalmente vive e normalmente lavora.
Il Comune ha presentato un progetto per riqualificare il verde pubblico delle mura. Ben venga. Ma non esiste progetto che voglia essere credibile agli occhi della gente se intanto non si rende decente quel che già c’è.
Le grande idee si supportano anche con la buona volontà. E per mettere mano ad una ramazza non ci vogliono grandi idee e neanche grandi finanziamenti. Ci vuole soltanto buona volontà.
Ma il caso eclatante delle mura non è l’eccezione in una città che — diciamolo — è sporca. O meglio non viene pulita.
Non si contano le proteste che in questo senso continuiamo a registrare. La casuale foto di un accoltellamento nei pressi della stazione, ha riproposto lo stato di abbandono di un’area centrale della città.
In quel caso la denuncia pubblica ha indotto il Coseca ad intervenire con le ramazze e anche con un comunicato nel quale il consorzio precisava che «comunque non era compito nostro». Certo, il compito è sempre di qualcun altro. Peccato che non possano dire altrettanto i cittadini, che periodicamente ma non di rado, si vedono recapitare cartelle salate per servizi «insipidi», ovvero rabberciati, portati avanti con rassegnazione, carenti in ogni particolare.
Nella società dell’immagine mai che alla propaganda faccia seguito il contenuto. Pagati fior di euro, spot di plastica ci invitano e ci stimolano alla collaborazione nelle diverse raccolte e nelle diverse iniziative. Il solo risultato è che dobbiamo pagare anche l’inutilità di quella sensibilizzazione.
La stanchezza nella gente è tanta ma non abbastanza da impedire per una volta di pretendere un’inversione di ruoli: si vestano i sensibilizzatori da sensibilizzandi e comincino loro a rispettare le regole che vogliono imporre a chi già abbondantemente le osserva. Comincino a pulire le mura e la città. «E’ l’ora, è il caso». Questo è lo spot della nostra campagna di sensibilizzazione. Che lo osservino.
fiorenzo.bucci@lanazione.net
(degrado)#

Pubblicato in:  on at 11:06 Lascia un Commento

Iniziato il dibattito interno al PD: ci pare già tanto.

Rispetto alla tabula rasa di questi tempi e di gesti feroci solo di ieri, alcune recentissime dichiarazioni di esponenti nazionali e locali del PD a “sostituire” l’attuale “scatola” che li contiene, ci pare già tanto.

Franceschini :il Pd ha bisogno di un confronto serio, preciso e magari anche duro.., non posso riconsegnare il Partito a coloro che c’erano prima di me..

Veltroni :Nè Franceschini, nè Bersani.. sostiene che bisogna “far avanzare una nuova generazione”, e ancora, “nel centrosinistra da più di dieci anni sono stati divorati leader di livello, ad uno ad uno sono stati eliminati come i dieci piccoli indiani”

Prodi : ” game over”

Bersani : “Dobbiamo ripartire e serve un partito che sia popolare, radicato e che funzioni”.

Valentini : “La sconfitta del centrodestra non deve illuderci, perché sono evidenti anche i nostri limiti…..Dove governiamo, dobbiamo innalzare la qualità e l’efficacia del governo locale.”

Sani : “All’interno del Pd in questi ultimi tempi si è avvertito un deficit di direzione politica”.

Che il romanzo della politica,la sua narrazione,sia diventato ogni giorno più mediocre, è un fatto; che l’incapacità dei governi ( nazionale con Prodi, regionale con Martini , provinciale con Scheggi e comunale con Bonifazi) di camminare al ritmo del tempo, è una verità ; che vi fosse la speranza in un salto evolutivo, era considerato  il minimo ottenibile.

Da 15 anni a questa parte, d’altronde, c’è chi si è accontentato , al posto dell’apriscatole, delle sole etichette, diverse etichette sino a quest’ultima : il PD.

“Se la politica si spacca e rinuncia a metà di se stessa (inventare apriscatole) per riassumersi nell’altra metà (inventare scatole) la sinistra non ha più un terreno omologabile per le partite che sa giocare. Non ce l’ha più nessuno, ma la sinistra in particolare : perché proprio nel gesto di inventare il possibile affondava le sue radici storiche, e la sua spinta ideale”.(Baricco, La scatola e l’apriscatole)

Sia ben chiaro, ciò ha giovato, chi più chi meno, ad ottenere risultati e gratificazioni personali, ma a scapito di cosa e di chi?, sicuramente di tutti i problemi e i difetti fatali lasciati insoluti dalla Bolognina.

“Dopo l’abiura, solo una genia di gnomi inventivi”(dal Galileo di Bertolt Brecht).

“..i due partiti nati dalla Svolta, diversissimi per storia e scelte politiche, sembrano afflitti dallo stesso male oscuro, tormentati dalla stessa sintomatologia: il PDS ha subito una scissione, Rifondazione addirittura tre. Il PDS ha cambiato tre simboli. Rifondazione anche. Entrambi partivano con l’ambizione di reinventare una cultura che andasse oltre il vecchio PCI, entrambi si ritrovano oggi senza una cultura forte di riferimento. Continuano a teorizzare nuovi salti evolutivi, ma sono sempre più attaccati agli ultimi rimasugli dello zoccolo duro, ai lasciti testamentari del vecchio PCI. Per un pò hanno vissuto di rendita : adesso non hanno più nemmeno quella”. ( Telese, Qualcuno era Comunista)

Detto ciò, staremo a guardare avvertendo che persone come me che amano il Circo, non chiedono un salto mortale, anche perchè  magari affascinati ne vorrebbero vedere subito dopo un’altro.

Pubblicato in:  on 27 Giugno 2009 at 07:59 Lascia un Commento

“Yes we can”: Progressisti e conservatori felicemente insieme.

ITALIADECIDE, questo il nome assegnato all’organismo trans partitico che include tutti (Carlo Azeglio Ciampi, Giuliano Amato, Giulio Tremonti, Luciano Violante, Gianni Letta, Roberto Calderoli, Alberto Matteoli, Pellegrino Capaldo) e decide su come decidere su tutto. L’autorevolezza dei partecipanti (tutti politici di rilievo, alcuni emeriti, alcuni attuali titolari di potere ministeriale ai livelli più alti, solo uno è un banchiere privato) sta proprio a significare che decideranno tutto davvero.

Non “consigliano”. Non studiano. Non consultano. Non lavorano su possibili scenari. Decidono .

Addirittura l’On. Violante, sul “Corriere della Sera” , precisa: “intendiamo affrontare i temi del futuro partendo dalle difficoltà della decisione politica. Ci occupiamo del modo di decidere meglio e con rapidità e di eseguire tempestivamente le decisioni prese”.

Cioè oltre a decidere, decidono come gli altri devono decidere.

La cosa inconcepibile, visto che in ogni campo domina il conflitto di interesse di una parte del volenteroso gruppo, è che non si sia pensato di affrontare la prova del decidere insieme nel rispetto della PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA e dei ruoli Istituzionali ( Parlamento compreso) e Rappresentativi.

Insomma NOI Sì,gli altri no. Perché sono piccolo e nero, diceva Calimero.
Ma da dove nasce questa nuova sfida?

Risposta: Luciano Violante “L’Italia ha grandi risorse politiche, intellettuali, imprenditoriali e scientifiche che non riescono a dialogare fra loro”.

Tenendo da parte il dubbio su ciò, mi chiedo : un buon governo, dialoga tutto il tempo con tutti e spinge tutti a imitarlo. Un cattivo governo, se ti accosti per parlare apre il fuoco.

La creatività italiana in politica non ha veramente confini perché si permette di scopiazzare dagli altri, distruggendone il valore ed il significato per l’amor d’inciucio.

Infatti Italiadecide è stato copiato come modello dai famosi “Think Tank” americani :spesso,quest’ultimi, fiore all’occhiello tecnico,scientifico e politico della vita pubblica americana, con la differenza che i “Think Tank” veri sono sempre politicamente orientati (conservatori o liberal, repubblicani o democratici, vicini all’impresa o vicini al sindacato), e lo dicono. Reclutano i cervelli del “Think Tank” secondo le affinità dichiarate. La credibilità risiede nel livello delle persone e nella qualità del lavoro. Non nel fare finta di niente sulle diverse storie politiche.

Sarà un caso, ma la motivazione di Franceschini a candidarsi al Congresso alla guida del PD nasce il giorno dopo l’annuncio della costituzione di Italiadecide. La motivazione di Franceschini suona così: Non va riconsegnato il PD a chi c’era prima, molto prima di me. Non faccio accordi di palazzo con i big, mi rivolgo alla base. Squadra fuori da schemi.

Vediamo.

Mi piacerebbe che questa dichiarazione venisse fatta anche nel grossetano, pia illusione?

Pubblicato in:  on 25 Giugno 2009 at 05:14 Lascia un Commento

Ballottaggio Marras / Antichi , dietro ai numeri le scelte compiute tra il primo ed il secondo turno.

Può apparire dai dati finali del ballottaggio tra Leonardo Marras ed Alessandro Antichi che il primo abbia vinto sull’altro solo per i contenuti, per l’organizzazione e per le alleanze oltre all’appeal posseduto; di sicuro ha vinto con un distacco percentuale di 13,55 punti (56,77 % contro 43,22%).

La motivazione che Alessandro Antichi ha perso perché il cosiddetto “popolo del Centrodestra” è restio a tornare al voto nel secondo turno, non mi convince questa volta.

I dati mi confermano ciò, infatti tra il 1° turno ed il ballottaggio cosa è accaduto : Marras prende 5.348 voti in meno (61.063 /55.717) mentre Antichi ne prende in meno 10.955 ( 53.381/42.426); cioè ad Antichi non ha confermato il voto il 67,2% dei suoi potenziali votanti, mentre a Marras non confermano il voto il 32,8% dei suoi potenziali votanti.

Il fenomeno quindi della ritrosità come si evince è trasversale, ma non giustifica completamente il dato riguardante Antichi. Ritengo invece che la scelta per il ballottaggio sulle alleanze abbia avuto effetto negativo (al quadrato) per Antichi e quindi decisivo per la sua sconfitta. Essersi caratterizzato ulteriormente a destra ha allontanato suoi elettori ed ha motivato gli elettori del centrosinistra a sostenere Marras.

Se questa scelta di alleanza con la Destra non si giustifica da un punto di vista elettorale la si può giustificare su un piano politico?, non credo, ma non sono certo io la persona più indicata per fare questa valutazione.

Al contrario la scelta di Marras  ( almeno ufficialmente) di non cedere alla tentazione di accordo “alla vogliamoci bene”, ha pagato. Ritengo questo un messaggio forte da tenere in debita considerazione per il suo futuro. Lo vedremo alla prova.

Personalmente ho avuto ed ho perplessità sulla composizione del “cartello” a sostegno di Leonardo Marras per alcuni “fantasmi” che in esso intravedo perché ritengo che condizioneranno le dichiarazioni sul fare e quello che farà.  Sia ben inteso, mi auguro di sbagliare e sarò il primo ad ammetterlo, anche perché vorrei tanto farlo come non mi accade più da tempo, e sono stanco di attenderlo da quell’area che si definisce ( lei)  di Sinistra o di Centrosinistra o  dal governo del Comune Capoluogo.

A tal proposito l’elettorato del centrosinistra del Capoluogo tra un voto e l’altro amministrativo, lascia sul campo circa 4.500 voti. Infatti Scheggi Lio nel 2004 in Città prese 24.278 voti, Bonifazi 24.452 e Marras 19.876. Ma il “campanello” che suona non lo ascolta più nessuno?

Pubblicato in:  on 23 Giugno 2009 at 03:42 Lascia un Commento

Una provocazione dell’elettorato da cogliere.

Finita la “scorpacciata” elettorale, ritorno con il pensiero su ciò che secondo me la Città di Grosseto e la Maremma tutta hanno bisogno oggi :la risposta che mi do è sempre la stessa, cioè di ritrovare se stessa, la sua storia, i suoi riferimenti culturali e partecipativi, i suoi valori, le sue speranze e ambizioni, la sue necessità di cultura istituzionale democratica, ma anche, di persone dalla dirittura etico/morale ineccepibili. Questi requisiti e risposte sono possibili, lo dico con molta franchezza, solo se con coraggio e avendo come riferimento unico le aspirazioni e le speranze, dei molti Cittadini di questa terra,  sarà possibile costruire,  la sintesi per (ri) conquistare le coscienze di chi vuole continuare a credere nelle Istituzioni.

Eh !, già…continuare a credere nelle Istituzioni, così come con l’art51 della nostra Costituzione, i Padri Fondatori della nostra Democrazia ci hanno indicato ma che in realtà non avviene più.

Art.51 : Tutti i cittadini dell’uno e dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di egualianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini.

Sappiamo bene che nella realtà l’art.51 è svanito nel nulla. Infatti se un gruppo di liberi cittadini intende organizzarsi e concorre alla vita politica del proprio Comune,Provincia,Regione o Parlamento si trova in condizioni di diseguaglianza rispetto ai propri competitori elettorali. Perché i partiti presenti in Parlamento giovano di aiuti economici statali, cioè soldi di tutti, ed altro ancora.

So bene che questa è una vecchia argomentazione che appena superato lo spoglio elettorale infastidisce i vincitori ed anche i perdenti, ma è e resta vera. Come giustificare altrimenti il fatto che il nuovo Presidente della Provincia, Leonardo Marras a cui faccio i complimenti e formulo sinceri auguri di buon mandato, è stato eletto con il consenso convinto del 33,12% degli elettori?; oppure come giustificare che il Capo dell’Opposizione in Provincia Alessandro Antichi, a cui è affidato anche il compito di controllo e vigilanza sugli atti, è stato eletto con il consenso convinto del 28,95% degli elettori?. Un dato che emerge dalla fredda lettura dei risultati  elettorali è che al primo turno 48.091 elettori (26,09%) non hanno esercitato questo diritto e 83.280 elettori (45,18%) non lo ha esercitato al ballottaggio. Cioè a distanza di 15 giorni si (lascia e ) raddoppia.

Questa che definisco provocazione dell’elettorato richiede un cambiamento sostanziale e non formale.

L’apriscatole si costruisce da qui.

Pubblicato in:  on at 02:27 Lascia un Commento