Andar per le Mura, occasione per conoscere quella “Madre” di cui andar fieri che si chiama “la tua Città”.

Un tempo frequentare la Scuola Elementare di Via Mazzini era anche stabilire un contatto con le Mura, non tanto e non solo perché dalle finestre dell’aula riuscivi a vederle, tanto è così vicino l’edificio ad esse che sembra essere una mano del Monumento, ma anche e soprattutto  perché le Mura si trasformavano in “aula”.

Apr29&10

Aula di geometria quando si prestavano ad insegnarti la comprensione di costanti matematiche come quella del “Pi greco” ,o il significato di circonferenza di un cerchio piuttosto che dell’area di un cerchio di raggio r, o di un’ellisse .Bastava poco, uno spazio ampio su cui tracciare linee ( piane e curve ) usando come penna un legno appuntito che scriveva sul breccino al tuo comando, seguendo diligentemente le indicazioni del Maestro. La meraviglia sulla capacità che improvvisamente acquisivi nel fare un cerchio perfetto legando ai bordi della corda ( il raggio ) due legni appuntiti, uno dei quali era conficcato nel suolo mentre l’altro libero ed a corda tesa ti faceva sentire Giotto. Soprattutto, alla fine del compito, dover esaudire le raccomandazioni del Maestro di cancellare i solchi prodotti nel suolo…le Mura non dovevamo offenderle, le Mura erano nostre, ci ospitavano e pretendevano rispetto ed attenzione.

Oppure in aula di storia quando, con i monumenti presenti (Mazzini e Garibaldi in particolare) si prestavano ( le Mura ) a trasformarsi in palcoscenico su cui rappresentare pagine epiche, momenti gloriosi. Come facevi a non innamorarti della Storia o delle Scienze ( insetti, lucertole,fiori, foglie e alberi lì pronti a farsi scoprire da occhi avidi di sapere).

Ma soprattutto andare sulle Mura era l’occasione perfetta per conoscere l’origine di quella “madre” di cui andare fieri che si chiama “la tua Città”.

Pubblicato in:  on 7 Luglio 2009 at 03:32 Lascia un Commento

Mura: la ristrutturazione della Cavallerizza

Ci è stata restituita in uso la Cavallerizza, e questo è un bene, ma che scempio!

Cemento e cemento e tanto bitume, e via….

ma come si fa...Bastava fare un giro sulle Mura per accorgersi che la tipologia delle panchine non era quella ( vedi riquadro piccolo).

Ma la Soprintendenza come può autorizzare ciò? Il Sindaco e la Giunta come possono farlo…un danno dietro l’altro.

E’ l’ora, è il caso non solo che le Mura siano ripulite e protette, ma anche non snaturate. Roba da non credere.

Pubblicato in:  on 6 Luglio 2009 at 05:01 Lascia un Commento

Degrado a cui sono costantemente sottoposte le Mura Medicee

Logo è ora è cosa

Pubblicato in:  on 1 Luglio 2009 at 20:16 Lascia un Commento

Mura Medicee, è l’ora è il caso.

Sembra proprio che l’iniziativa di Italia Nostra che ha denunciato il degrado delle Mura Medicee abbia, quantomeno, smosso le acque piane della Giunta Comunale.

Infatti dopo la Conferenza Stampa dell’Associazione ambientalista, si susseguono comunicati  per informare che c’è un piano.

Qui uno degli articoli apparsi ieri :

http://www.provincia.grosseto.it/giornali/_52_pdf/_528626p1.pdf

“Meglio tosto che niente” qualcuno direbbe, intanto però facciamo le cose più semplici…ramazza e paletta…..secchio e cencio.

E’ l’ora, è il caso.

Pubblicato in:  on at 04:29 Lascia un Commento

E’ l’ora, è il caso.

“E’ l’ora è il caso”, con questo titolo spot , il giornalista Fiorenzo Bucci, penna veramente sopraffina che personalmente attendo ogni domenica per leggere, lancia dalla cronaca locale della Nazione una campagna di sensibilizzazione contro il degrado delle Mura Medicee.
Nel condividerla la pubblico in questo Blog affinchè anche io possa, nel mio piccolo, dare ad essa un contributo.
Questo l’articolo integrale:
Da “LA NAZIONE” di Domenica 28 Giugno 2009 .( Fiorenzo Bucci)

Grosseto BUONA DOMENICA CHE SI METTA MANO ALLE RAMAZZE

E’ IMPIETOSA la fotografia di «Italia nostra» che ha addirittura consigliato di chiudere le mura medicee, ovvero il principale monumento della città.
Impietosa ma terribilmente vera. Sporcizia, stato di abbandono, scritte indegne disseminate ovunque. E’ impossibile pensare ad una passeggiata serale nel luogo che per una passeggiata sembrerebbe addirittura il più adatto. Un’altra città vive nella zona più caratteristica della città. L’antico strumento di protezione della popolazione è diventato il luogo in cui un’altra popolazione si sente protetta e lontana dal mondo della gente che normalmente vive e normalmente lavora.
Il Comune ha presentato un progetto per riqualificare il verde pubblico delle mura. Ben venga. Ma non esiste progetto che voglia essere credibile agli occhi della gente se intanto non si rende decente quel che già c’è.
Le grande idee si supportano anche con la buona volontà. E per mettere mano ad una ramazza non ci vogliono grandi idee e neanche grandi finanziamenti. Ci vuole soltanto buona volontà.
Ma il caso eclatante delle mura non è l’eccezione in una città che — diciamolo — è sporca. O meglio non viene pulita.
Non si contano le proteste che in questo senso continuiamo a registrare. La casuale foto di un accoltellamento nei pressi della stazione, ha riproposto lo stato di abbandono di un’area centrale della città.
In quel caso la denuncia pubblica ha indotto il Coseca ad intervenire con le ramazze e anche con un comunicato nel quale il consorzio precisava che «comunque non era compito nostro». Certo, il compito è sempre di qualcun altro. Peccato che non possano dire altrettanto i cittadini, che periodicamente ma non di rado, si vedono recapitare cartelle salate per servizi «insipidi», ovvero rabberciati, portati avanti con rassegnazione, carenti in ogni particolare.
Nella società dell’immagine mai che alla propaganda faccia seguito il contenuto. Pagati fior di euro, spot di plastica ci invitano e ci stimolano alla collaborazione nelle diverse raccolte e nelle diverse iniziative. Il solo risultato è che dobbiamo pagare anche l’inutilità di quella sensibilizzazione.
La stanchezza nella gente è tanta ma non abbastanza da impedire per una volta di pretendere un’inversione di ruoli: si vestano i sensibilizzatori da sensibilizzandi e comincino loro a rispettare le regole che vogliono imporre a chi già abbondantemente le osserva. Comincino a pulire le mura e la città. «E’ l’ora, è il caso». Questo è lo spot della nostra campagna di sensibilizzazione. Che lo osservino.
fiorenzo.bucci@lanazione.net
(degrado)#

Pubblicato in:  on 29 Giugno 2009 at 11:06 Lascia un Commento